Come riconoscere e curare la ludopatiaIl gioco d’azzardo deve essere inteso come un gioco, nulla di più. Si tratta di un divertente hobby per milioni di persone in tutto il mondo che non deve mai e poi mai sfociare in un qualcosa di diverso. Purtroppo, per molte persone il gioco d’azzardo non è solo divertimento e soddisfazioni ma si può trasformare in un qualcosa di profondamente pericoloso e, in alcuni casi, può divenire un vero e proprio incubo.

Stiamo parlando della ludopatia, una malattia silente che, fino a poco tempo fa, non era nemmeno riconosciuta come tale e che – grazie all’impegno istituzionale europeo – può ora assurgere a vera e propria patologia.

La ludopatia è senza dubbio aumentata nel corso della recente pandemia che, come sappiamo, ha sconvolto le abitudini delle persone, ridimensionando di molto le loro attività e amplificando i dispiaceri. Il problema ha però origini molto più antiche. A tal proposito, possiamo citare uno studio spagnolo risalente al 2001 che fu condotto dall’Ospedale Ramón y Cajal di Madrid. Il risultato dello studio evidenziò come ben un milione e mezzo di cittadini spagnoli fossero dipendenti dal gioco d’azzardo. Si tratta di una condizione patologica in cui il malato mente compulsivamente, sente la necessità di giocare e, soprattutto, quando perde cerca di rifarsi immediatamente finendo per perdere altro denaro.

Lo studio spagnolo servì per porre la giusta attenzione sul problema e per tentare di cercare una cura per la ludopatia. Gli studiosi fissarono cinque punti base dai quali partire per studiare e curare la ludopatia. Negli anni questo studio è stato superato da altri più “moderni e recenti” eppure è stato la base della cura e dell’approccio alla ludopatia.

  1. Il primo punto dello studio era riconoscere la dipendenza. Solitamente, i giocatori che ne soffrono non ammetteranno mai di farlo e, quindi, devono essere portati a riconoscere il problema gradualmente, magari attraverso il supporto delle persone care come familiari e amici. Un ottimo campanello dall’allarme è rappresentato dai repentini cambi d’umore e dai problemi sociali come mancanza di amici o problemi economici dettati proprio dal gioco. Una volta accertata la dipendenza diverrà fondamentale portare il paziente da un professionista ed elaborare un trattamento a cui sottoporlo.
  2. La seconda fase da intraprendere è quella del cosiddetto dialogo in cui chi è vicino al giocatore deve parlargli del gioco, dei suoi risvolti, dei luoghi in cui egli gioca che siano casinò, sale scommesse o casinò online. A tal fine, diviene fondamentale individuare i meccanismi che si instaurano nella mente del giocatore che possono essere un consumo eccessivo di bevande alcoliche, l’assunzione di stupefacenti o altro. Il dialogo si deve svolgere ovviamente sotto stretto controllo medico e deve servire a fornire un quadro clinico chiaro ed avanzato della situazione del paziente.
  3. Il terzo passo è quello in cui il paziente riconosce di essere malato. Si tratta di un qualcosa di straordinariamente complesso che, alle volte, non accade se non dopo mesi. Tantissime persone, infatti, continuano a rifiutare le loro condizioni e non ne vogliono prendere atto.

L’accettazione deve far seguito a una disintossicazione del paziente che, alla fine di tutto l’iter, dovrà portarlo di nuovo all’interno della società come persona sana e guarita.