Problemi del gioco dazzardo cosa dobbiamo cambiare nel settore ludico italianoIl mondo del gioco d’azzardo è in rapidissima espansione. I suoi utenti stanno crescendo a dismisura e questo è anche dovuto all’avanzamento tecnologico che ha permesso la facilità di giocare dalla propria casa grazie ad un pc e a una connessione internet. Lo stravolgimento della natura del gioco d’azzardo (non più incontro sporadico al casinò ma un patologico bisogno di giocare che viene soddisfatto in pochi secondi) ha portato ad una pandemia nella pandemia.

Infatti, anche a causa delle restrizioni e delle chiusure imposte a causa del Covid-19, milioni di giocatori in tutto il mondo hanno iniziato a giocare online, attraverso i tantissimi casinò italiani online autorizzati dall’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato).

Inoltre, negli ultimi anni abbiamo anche assistito alla nascita e al perfezionamento dei giochi dedicati ai singoli dispositivi mobile come telefoni cellulari o tablet. Questa diffusione e questa facilità con cui si entra a contatto con il mondo del gioco non fa che incentivare la presenza degli italiani sulle piattaforme quelle appena descritte.

Oggi, con le lente riaperture, i giocatori stanno tornando in una normalità in cui il gioco d’azzardo è un evento meno frequente e più conviviale e, già questo, dovrebbe portare i giocatori ad approcciarsi al gioco con maggiore cautela ed attenzione.

Ciononostante, il governo continua a rimandare il riordino nazionale del settore che, ormai da anni, è atteso al fine di migliorare e sistemare le incongruenze del gioco d’azzardo in Italia. Il riordino dovrebbe riguardare i tantissimi casinò online oggi attivi, le sale da gioco, le sale bingo, le sale slot e le sale scommesse presenti sul territorio e, soprattutto, dovrebbe riguardare le migliaia di persone che, a causa della pandemia e delle lunghissime chiusure dei luoghi appena citati, hanno perso il lavoro o sono finite in cassa integrazione.

Il governo si è esposto con la figura del sottosegretario ai giochi Claudio Durigon, che si è espresso positivamente più volte nei confronti del riordino. Dello stesso avviso sono le regioni che continuano a legiferare localmente e desiderano una legislazione serie, nazionale e d’impatto in materia.

Vi sono poi le tantissime concessioni elargite anni fa che sono giunte in scadenza e, senza una proroga, potrebbero dover cessare.

Il gioco deve tornare ad essere trattato come un bene pubblico e la politica dovrebbe smettere di nascondersi dietro a un dito minimizzando il problema e il tema poiché alle spalle del gioco vi sono migliaia di famiglie, di persone e di lavoratori (circa 150 mila tra diretti e indiretti). L’atteggiamento lascivo dello stato ha portato ad una sovraesposizione delle regioni che hanno legiferato in modo incomprensibile, a tratti schizofrenico, portando il problema ad un livello bassissimo. Il riordino è poi agognato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che è consapevole dell’importanza di una nuova e più chiara legislazione in materia.

In ultimo, anche il procuratore Nazionale Antimafia, conscio dei pericoli d’infiltrazione malavitosa che vi sono dietro ad attività del genere, ha caldeggiato una riunione e la discussione del riordino del gioco d’azzardo su scala nazione.

Il tempo è quasi scaduto, non ci resta che agire.